E tu? Wannabe? (Summer Edition)

Fa caldo, andiamo al mare, andiamo in piscina, compra il condizionatore, saldi, accendi il condizionatore, devo abbronzarmi, mangiamo solo frutta, sono grassa, ho un punto nero tra il naso e il lobo dell’orecchio, etc.

No, non sono una serie di locuzioni stagionali che odio, ma ben affleck! Il peggio delle estati wannabesche (siamo arrivati alla puntata duemilaundici) ci sta riservando degli spettacoli non indifferenti: locali con piscina in piena montagna che diventano delle lagune blu pronte ad accogliere gente mocassinata, pantaloni skinny beige formato marinaio e immancabile camica avvitata blu con tanto di iniziali a mò di casata. Donne infasciate in vestiti strettissimi, tacchi vertiginosi e bimbe zoccole pronte a fare il check in con il loro aifon.

Le abbronzature perfette diventano l’obiettivo di una giornata o di interi mesi, i cocktail annacquati con pezzi di frutta di plastica riflettono i flash di aspiranti fotografe\fotografi che non hanno mai preso in mano una reflex ma si atteggiano a nuovi helmut newton, soprattutto perchè hanno appena imparato ad usare photoshop per applicare il filtro che rende le foto saturate\sparaflashate\neroseppiacomesonovintage.

Ed allora, tra una danza kuduro, un autoscatto e un sempreverde disco anni ’80 si consumano le più interessanti conversazioni che le mie orecchie abbiamo mai potuto udire, tentativi di abbordaggio sublimati da palpate e sguardi pitbulleschi atti alla difesa della propria bella.

Ma le scene all’uscita di questi posti sono le mie preferite, che rendo in italiano per consentire la comprensione a tutti gli abitanti di italiopoli: “cazzo, sono fattissimo: ho bevuto ben 2 bicchieri di acqua!”, “facciamo qualcosa di alternativissimo: prendiamoci il cornetto a bayles!”, “hai visto a quella? mi ha sfiorato con il gomito: sono proprio un macho man\latin lover\fabrizio corona!”

Immancabile, inoltre, la formazione di gruppetti eterogenei di sfigati che frequentano il locale di turno settimanalmente, consumando euro ed euro ed euro di acquocktail nell’invano tentativo che, nello spararsi la loro posa appoggiati ad una mensola presa al salone del mobile e spacciata per un fantastico oggetto di design, qualche figa di legno li guardi per prenderli e portarli nel cesso a fargli un pompino come accaduto a quell’amico\cugino\parente lontano che vive a Milano a cui succede ogni santissimo weekend.

Ma, vi prego, che nessuno li svegli.

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