Il paese del baratto

Nel marasma estivo di italiana mediocrità cinematografica, esce nelle sale qualcosa che può farvi alzare il culo dalla sedia dove siete seduti mentre sorseggiate l’ennesimo cocktail alcolico che tanto va di moda nell'”estate 2009″ (ormai anche le stagioni sono un brand) per dirigervi al cinema e pagare il biglietto, invece di passare il tempo a scaricare film da emule (o per i più evoluti dalla rete torrent) che poi scoprirete con tanta sorpresa (si certo…) essere pornografici. I più informati già sapranno di cosa mi sto accingendo a parlare, gli altri probabilmente non capiranno nemmeno dopo aver finito di leggere: “Videocracy”, questo il titolo del tanto discusso documentario\film\prodotto per fare soldi, che è in uscita nelle sale e che tante polemiche sta suscitando (non ne avete sentito parlare? I test di facebook non sono un quotidiano ricordatelo!).  Non voglio soffermarmi su cosa ne penso del film o come immagino che sia (per quello esistono i giornalisti del settore; so che non ci vuole una laurea, però devono campare pure loro!), ma piuttosto sul tema su cui codesto lungometraggio permea con tanta veemenza (aka: parla). In un paese in cui il Presidente del Consiglio va a puttane, insieme a tutta la classe dirigente, cosa può avere più valore se non la figa? A volte mi domando per quale assurdo motivo il tanto odiato Mortadella ha fatto tutto quell’ambaradan per farci entrare nell’euro, in un’economia stabile e forte quando invece potevamo semplicemente tornare… al baratto!! Pensate alle potenzialità di questa forma di scambio, alle infinite molteplicità di servizi che lo scambio di figa può generare! 1 kg di patate, 1 botta; 1 posto in parlamento 100 botte e così via. Perchè usare la moneta, dare il potere ai pochi eletti facenti parte della casta, per lo più vecchi, brutti e puzzolenti, quando invece il parametro di scambio potrebbe essere la figa? Dare tutto il potere alle donne, ritornare ad una società matriarcale, ma soprattutto, non sarebbe più coerente invece di paraculizzarsi ipocritamente davanti all’appartenenza cattolica? A volte ci penso, soprattutto mentre sono al cesso e ho finito la carta igienica. Voi che dite?

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